venerdì 17 ottobre 2014

Ospite di Biscotti e Caffè

Oggi un post brevissimo ad uso e consumo esclusivo del mio ego.
Tempo fa le ragazze di Biscotti e Caffè mi hanno contattato per un'intervista. Ho accettato perché "un'intervista nun se rifiuta mai, de che stamo a parlà?" (i romani mi comprenderanno...)
Se volete potete leggerla sul loro sito. Si parla di rane e di biscotti, di sughi di lepre e di conigli.



giovedì 16 ottobre 2014

Biscotti al cocco, nocciole e latte condensato

Leggi questo post se...
credi nello scambio di idee (e di ricette)



Tempo fa ho acquistato la prima confezione di latte condensato della mia vita (so' soddisfazioni). 
Dopo averci fatto quello che ci dovevo fare (leggi: una prova per la Nutella fatta in casa per la mia rubrica "Ricette" su Donna Fanpage) mi sono ritrovata con questo dispenser di latte denso, cremoso e zuccherino. Una goduria.
Dopo l'esperimento però, ecco nascere l'annosa questione del "che ce faccio co' tutto sto latte condensato?" Preferendo evitare il consumo compulsivo davanti la tv (crea dipendenza, sappiatelo) ho chiesto ai miei sempre-presenti amici di Faccialibro se avessere delle idee in merito. Le risposte sono state molte, tutte interessanti, alcune più fattibili, altre più complesse. Alla fine ne ho scelte due, semplicissime da realizzare, e ve le passo.
Per la prima ringrazio Donatella, mia collega di redazione a Cavolo Verde, che mi ha spiegato come realizzare dei velocissimi biscotti al cocco, che io ho poi modificato aggiungendo delle nocciole tritate. Per la seconda ringrazio Roberto, dei biscotti al cocco che non hanno bisogna nemmeno di cottura, bon bon che potrei definire "i Raffaello dei poveri" perchè nell'idea iniziale ricordano i Raffaello della Ferrero ma poi, al primo assaggio, ci si accorge che non c'azzeccano proprio nulla. Ma va beh, viva l'originalità!

Biscotti cocco nocciole e latte condensato (per una teglia di biscotti):
  • 150 gr di farina di cocco
  • 200 ml di latte condensato
  • 50 gr di nocciole tostate
Tritate grossolanamente le nocciole tostate e aggiungetele alla farina di cocco e al latte. Mischiate tutto con le mani fino ad ottenere un impasto vagamente asciutto. Realizzate delle piccole palline che sciaccerete delicatamente tra i palmi. Foderate una teglia da forno con della carta oleata e cuocete a 160° fino a quando non saranno dorati (come in foto). Potrebbero volerci circa 8/10 minuti ma controllate bene il forno, per non rischiare di bruciarli.




Biscotti cocco nocciole e latte condensati "crudi":
  • 160 gr di farina di cocco
  • 160 ml di latte condensato
  • nocciole intere tostate
Amalgamante con santa pazienza il latte condensato con la farina di cocco. Create dei mini bon bon e mettete dentro ad ognuno (sempre muniti di santa pazienza) una nocciola intera. Ponete ogni bon bon in un pirottino e conservate in frigorifero.



martedì 30 settembre 2014

Ricetta crocchette di patate

Leggi questo post se...
quando prendi la pizza a portar via "e che du supplì e du croccette nun ce li mettemo signò?"



Per molti di voi sono il "giusto" accompagnamento a una bella pizza. #elachiamanodietamediterranea.
Ciononostante, non è l'unico modo di mangiare crocchette: nel caso voleste farvele in casa e mangiarle calde-calde, magari accompagnandole a una semplicissima insalata mista (è il fegato che ve lo chiede) eccovi la ricetta delle crocchette di patate, per come le vedo io.

lunedì 29 settembre 2014

Pasta fredda con pesto, tonno e pomodorini

Leggi questo post se...
ti piacciono le ricette double face


Avete presente la mia ricetta della pasta al pesto, tonno e pomodorini? Quella che è finita nel libro edito Cinquesensi "ExtraPasta"?
Bene.
La ricetta era tipicamente primaverile, con tonno e pomodorini cotti in padella e un'ultima aggiunta di pesto, poi tutto a condire della pasta appena cotta.
Beh, qualche tempo fa ho scoperto che la ricetta è double face, ottima anche in estate come fresco piatto estivo oppure nelle calde giornate di questo Settembre.
Partite dagli ingredienti della ricetta del post che vi ho linkato qui sopra e seguitemi un attimo:
- prima di tutto cuocete la pasta al dente, scolatela, aggiungete un goccio di olio evo e fatela freddare
- passate poi al condimento: tagliate dei pomodorini a pezzi, aggiungete un paio di scatolette di tonno, qualche oliva nera e del basilico fresco
- infine aggiungete il pesto, girate velocemente il tutto e servite. 
E Buon appetito!

Non si butta via niente

venerdì 26 settembre 2014

Vai in vacanza in Alto Adige (se non sei un orso, s'intende)


Trentino e Alto Adige.
Amo questi luoghi, i loro paesaggi, la loro aria, l'acqua fresca delle sorgenti. Dopo quattro ore di camminata in salita, tra rocce e valli, per mulattiere e sentieri un panino allo speck ha il sapore della vittoria, l'acqua di sorgente ha il sapore della rivincita.
Riesco ad appassionarmi a tutto quel che è vero e sincero. Gli sconosciuti che ti salutano solo perchè per un attimo condividete lo stesso tragitto, gli anziani che dai loro cinquant'anni di distanza ti esortano bruscamente a prendere il numeretto davanti al banco dei salumi, come se non li avessimo inventati noi delle nuove generazioni, i famosi "numeretti salva fila".
Per tre anni sono stata in vacanza in Trentino, nella Val di Non, poi, ultimamente, mi son spostata in Alto Adige.



Molto diversi, questi luoghi, incredibile quanto lo siano, pur considerando che si tratta della stessa  regione.
La differenza si vede in tutto: nei panorami, nella gente (più scontrosi gli altoatesini), nella lingua (con calata molto più simile al tedesco quella dell'Alto Adige) ma non si discostano nella qualità del cibo.
Fantastico. Sempre. Ovunque.
La mia ultima vacanza ha visto come meta la Val Pusteria e per la precisione Anterselva (di cui vedete una foto all'inizio del post).
Il bello di questi luoghi, per chi esce stressato al limite del sostenibile da un anno di lavoro, è la poca gente che gira.


Come vedete nelle immagini a corredo del post (rigorosamente scatti da iPad, per cui chiedo scusa per la qualità) l'unica cosa che abbonda è il verde. 

Anche se andate in Agosto non troverete che un turismo di spicciolata, escludendo magari i posti più trendy come San Candido o Brunico, negli altri paesini si soggiorna serenamente all'insegna del "nun vojo vedè nessuno". 
L'unica pecca di questi luoghi è che - obbiettiamente - gli altoatesini ci odiano.
Ma non odiano (solo) noi romani, notoriamente caciaroni, spesso cafoni e purtroppo troppe volte maleducati.
No.
Loro odiano proprio tutto il resto dell'Italia. E come dargli torto?

Dopo dieci giorni in simbiosi con loro anch'io ho iniziato a pensarla così.
Il fatto è che in questa regione funziona tutto. E funziona bene. Il denaro viene conservato, amministrato e ridistribuito.
Non rubato. Ecco, per dirla in breve.


I servizi offerti ai residenti fanno impallidire il cittadino di una metropoli (cioè me) e sono testimonianza che non sempre grande è sinonimo di migliore.
Con i loro stili di vita, con i loro modi bruschi alla "sei tu che vieni a casa mia, queste sono le mie regole, così si tiene un paesino. Stacce!" fanno sì che il turista non li governi ma che siano loro a governare il loro turismo.
Loro che vivono in simbiosi con la natura che li circonda (orsi a parte), loro che raccolgo tutta l'erba che  trovano, che si fa  preziosa perchè sfama le bestie nei nevosi mesi invernali, loro che coltivano degli orti che paiono opere d'arte, loro ci aggolgono e si aspettano da noi turisti rigore ed educazione.


E non sempre li ottengono. Potrei raccontarvi storie che lèvate, da far impallidire; la maleducazione di certi turisti a volte non ha regole, è solo parte della loro personalità, quasi uno stile di vita.
Per fortuna però, in Trentino e in Alto Adige queste sono (state) solo eccezioni, per il resto le emozioni che mi legano a questi posti sono solo pace, natura, buon cibo e tempo clemente.
Oggi volevo presentarvi quei luoghi, ma presto vi parlerò del cibo, perchè sarà bello camminare tra ruscelli e cascate, sarà suggestivo un lago di alta montagna, ma se una scampagnata o una giornata non finisce con le gambe sotto il tavolo e una cena di cinque portate, per me non si può parlare di vacanza :-)

lunedì 22 settembre 2014

Le cose che ho imparato dalle diete


Oramai in me è entrato il sacro fuoco del salutismo a singhiozzo, quello che mi impone una dieta sana nei giorni di non lavoro e una dieta morigeratamente da svacco nei giorni in cui lavoro nel ramo food.
Ho deciso quindi di condividere con voi cos'ho imparato da libri, amici di famiglia dietologi, centri salutistici e semplici diete e che sto cercando di mettere in pratica nel mio quotidiano.
Partiamo dalle diete: negli ultimi 4-5 anni ne ho sperimentate un po', ve le elenco, in rigoroso ordine sparso:

- la dieta rich del centro fashion di Collina Fleming
- la dieta imbrogliona del buon vecchio Sig. Dukan
- la dieta della donna sfigata che si sintetizza in un: "mangia poco, per tutta la vita che ti resta"
- la dieta santa: sei giorni di ristrettezze e uno di alimentazione libera. Il nome deriva dal fatto che anche Iddio, il settimo giorno, si è riposato.
- la dieta "vegetariana furba ah-ah": con l'assurda e limitata nel tempo teoria che se mangi solo verdure e cereali, frutta e legumi non ingrassi. Perchè i vegetariani son tutti magri. Ah - Ah 

Il risultato è uno ed uno solo, un insieme di regole mutuate da una e dall'altra, perché nessuna è il bene e (quasi) nessuna è il male assoluto, ma tutte son servite a farmi capire la strada da percorrere.

  1. Mangiare Piano. E' la regola numero 1, il trucco d'eccellenza per imbrogliare la fame e un valido aiuto alla digestione. Se mastichiamo molto iniziamo a digerire il cibo già nella bocca (alleggerendo i compiti dello stomaco) e la sensazione di sazietà arriva prima, perchè il cervello ha il tempo di accorgersi della reale quantità di cibo che abbiamo ingerito.
  2. Alzarsi da tavola sazi ma non satolli. Le abbuffate non fanno mai bene, né alla salute, né tanto meno alla linea, per non parlare di quanto sia poco "elegante" quello sguardo da triglia della fase post prandiale che ci assale dopo un pasto abbondante. 
  3. Mangiate con moderazione. Questa si lega alla regola n°2. Prima dovete imparare a mangiare poco, perché come insegnava G.P. nell'intervista che gli feci molto tempo fa, i ricchi benestanti, che vogliono vivere a lungo, nel tentativo di tenersi lontano dalle malattie mangiano poco, poco condito e sano. Ovviamente "poco" non è sinonimo di "non sufficiente". Ovvio che l'organismo va nutrito e che devono essere assicurati tutti i nutrienti necessari al benessere e alla buona salute. 
  4. Non fare mai il bis. Il bis delle pietanze (a meno che non si tratti di piatti light) rappresenta proprio la quantità di cibo in eccesso che non avreste dovuto mangiare e che per questo vi si piazzerà dritto dritto sui fianchi (per le donne) o intorno alla vita (per gli uomini). 
  5. Bere tanta acqua. Lo so che ve lo dicono tutti, la tv, i giornali, l'uccellino di Del Piero (?!?), il web ma è vero, bisogna bere molto, minimo un litro e mezzo di acqua al giorno, perché questo aiuta a sgonfiare, a drenare ed espellere tossine, migliora la  circolazione e combatte la cellulite.
  6. Bevete acqua ma prediligendo quella liscia o, quantomeno, fate attenzione alle quantità di sale e residuo fisso in essa disciolti. La mancanza del primo facilita l'effetto diuretico e drenante dell'acqua, la mancanza del secondo fa si che ingeriate acqua e non un sasso :)
  7. Lo sport è fondamentale. Sempre e comunque. Potete anche essere magroline ma se non fate attività fisica il vostro corpo potrebbe avere l'aspetto di un agglomerato di "mosciarelle" (cliccate qui per vederne un'immagine sul web) e potreste non essere immuni dall'esser definite "scope vestite". Cercate quindi ogni occasione per fare attività fisica, dalle passeggiate in bici e a piedi, al trekking, dal nuoto al mare alla camminata in acqua o in spiaggia, non limitatevi alle palestra ma cogliete ogni occasione per mettervi in movimento, in qualsiasi stagione dell'anno vi troviate.
  8. Non esagerate con lo sport (mi piace contraddirmi e spiazzarvi, si nota?) Non deve diventare una mania, un'ossessione, non sovraffaticate l'organismo perché il troppo (veramente troppo) sport a lungo andare vi invecchierà esteriormente più che tenervi in forma (basta guardare alcuni atleti olimpici come i maratoneti). Ovviamente nego ogni  correlazione tra quest'ultima regola e il fatto che io, a 38 anni, vengo scambiata per una 29enne.
  9. Mangiate un po' di tutto e siate curiosi. Sono una fervente sostenitrice del fatto che la dieta vada variata il più possibile, perchè se è vero che troppa carne fa male, che il pesce contiene il mercurio che le verdure sono piene di antiparassitari e anticrittogramici, che la frutta è lucidata a cera manco fosse la mia 500, che le farine raffinate sono il male puro, che gli affettati trasudano nitrati, è anche vero che, non potendo campare d'aria l'unica soluzione è variare la dieta, nel tentativo di non nuocere all'organismo con l'accumulazione di questa o quest'altra sostanza e nella speranza che lui stesso riesca a difendersi eliminando scorie e tossine. 
Avrei in teoria altri dieci punti da segnalarvi, frutto delle mie esperienze e conoscenze in merito. Preferisco però limitare la paternale a questi in modo che vi restino ben impressi e che magari possano ispirare un vostro cambiamento. non a caso siamo a Settembre, quale mese migliore per iniziare una nuova vita?

domenica 14 settembre 2014

Pasta fredda al salmone



Vi siete accorti che l'estate non è mai arrivata? Bene, questo Settembre però, almeno uno scampolo di sole ce lo sta facendo vedere. Ecco allora che, tra le varie ricette di cucina che potevo proporvi, questa veloce pasta fredda cade a fagiolo.
Tutti, me compresa, siamo abituati alle penne al salmone calde, magari con aggiunta di panna. Che fanno taaanto anni '80.
Buone eh!
Ma oggi vi passo una ricetta molto più easy, senza panna e con salmone affumicato aggiunto a freddo. Provatela e mi saprete dire se non è buonissimissima.

mercoledì 10 settembre 2014

Quella volta che ho preparato la Nutella fatta in casa


Il vasetto che vedete in foto altro non è che il risultato di un duro lavoro che mi ha vista prima fallire e poi risorgere dalle mie ceneri e creare una simil Nutella per la rubrica di Ricette che curo su Donna Fanpage.
Sono partita da una ricetta di famiglia, ho voluto cambiare e ho chiesto aiuto ad amici e lettori sui miei profili Facebook. E' stata una ricetta in divenire, è stata una lotta con l'olio che si separava dal resto (olio? quale olio direte voi, l'olio non c'è in questa ricetta. Si....in questa...appunto) E' stata un messaggiare all'amico mentre sei alle casse con il cioccolato di fortuna per la prova finale, insomma è mia e vostra insieme. 
La sopracitata ricetta la trovate ovviamente sul sito di Donna Fanpage (questo il link per visualizzarla). 
Il fatto curioso è che non la trovate solo qui.
Si perchè alcuni siti conosciuti come Today.it e SoloGossip.it hanno visto bene di prendere gli ingredienti, cambiare qualche parolina nella premessa e nella descrizione del procedimento e schiaffarsela sulle loro pagine.
Il caso ha voluto che io, su Facebook, segua proprio Today (anzi, Roma Today per la precisione). 
Vedere il loro post in bacheca, con la scritta "Nutella fatta in casa. Ecco come prepararla" mi ha inscuriosita, visto che giusto il giorno prima l'avevo postata per Donna Fanpage.
Aprire e trovarci i miei ingredienti, le mie dosi, le calorie e i miei tempi di preparazione (nonché molte delle frasi con cui l'ho descritta) mi ha fatto uno strano effetto. 
Da una parte mi ha infastidita, dall'altra mi ha paradossalmente gratificata. 
Essere copiata. 
Come succede alle più grandi.
Figo.
O forse no.
SoloGossip.it ha fatto di meglio, ha titolato l'articolo quasi in codice, quasi volesse ammettere "non è farina del nostro sacco ma non possiamo dirvi di più". 
Il titolo (lusinghiero?) è: Nutella fatta in casa: ecco la meravigliosa ricetta che ha conquistato il web.
E ci credo! Se continuate a passarvela sta ricetta, la mia Nutella conquisterà il mondo!
Infine il meglio del meglio: NuovaRassegna.it che dopo aver sgraffignato la ricetta su Today ha giustamente citato la fonte, senza sapere che a sua volta Today l'aveva rubata a me. Insomma tra i due litiganti il terzo cita (peccato che citi la persona sbagliata).
Considerando che io lavoro per Donna Fanpage e che quindi la ricetta in realtà non l'hanno rubata a me ma prima di tutto a quelli di Fanpage la questione riguarda loro e non serve che io dica o faccia più di quello che sto già dicendo e facendo ora, scrivendo questo post e andando (tipo tra cinqueminuticinque) a sputtanarli commentare e linkare la mia originale ricetta sulle loro pagine. 
Certo è che il copia incolla in editoria è sempre più tristemente frequente, e che ora capisco le parole della mia cara amica Laura, quando mi dice che chi è bravo - nel marasma del web - alla fine emerge. 
Emerge per forza, perché la differenza balza agli occhi, la differenza tra chi lavora e si fa il culo (al pc e ai fornelli) e chi no.  
E da domani, sicuramente, smetterò di seguire Roma Today, anche se mi dava notizie costanti sulla città in cui vivo, perché mi fa troppo schifo un sito che ruba.
Chi ruba non dev'essere seguito. In alcun caso.

mercoledì 3 settembre 2014

Se il buongiorno si vede dal rientro...


Oggi, anzi l'altro ieri, avrei dovuto stupirvi con effetti speciali, avrei dovuto parlarvi delle mie ferie (31 giorni, ricordate?) delle mie vacanze Altoatesine/Austriache, avrei dovuto ma...la Telecom ha deciso che anche no.
Dopo quattro anni di onorato servizio, senza se e senza ma, senza lamentele e disagi di alcun tipo, la nostra ADSL ha deciso di venir meno e così lavorare da casa è diventato praticamente impossibile. 
E io che volevo mostrarvi i luoghi delle mie vacanze  mi son dovuta mettere in stand by, in attesa di trovare una wii fii disponibile, in quella mattinata ritagliata per far altro che ora diventerà invece un corso intensivo di sfruttamento ADSL altrui per fini privati.
Il tutto, vi anticipo, è stato fotografato con un iPad che non sempre ha reso l'idea, ma che pesava zero, ingombrava meno ed era comodo dieci, perchè va bene che sono blogger ma la reflex sempre dietro anche no, ho preferito una vacanza privata, non social, una vacanza che fosse solo mia, solo dei miei occhi, senza l'ansia da mondo 2.0 del "oddio devo fotografarlo perchè poi lo posto/instagrammo/twitto".
Ho accumulato un po' di materiale, meno di quanto avrei potuto, per condividere giusto qualche sensazione con voi, per mostrarvi che esistono luoghi incontaminati dove puoi camminare per otto ore e incontrare meno di dieci persone, luoghi atti al relax più completo se non fosse che - come ho appena detto (non vorrei vi fosse sfuggito) - in una camminata di otto ore che relax vuoi trovarci? 
La mia è stata più che altro una vacanza al massacro, fisico e alimentare. Ho pasteggiato a pranzo e a cena con birra e/o radler, io, io che quasi non bevo e che solitamente ai pasti ordino acqua liscia.
Ho cenato con cinqueportatecinque ogni giorno. 
Dolce compreso.
Alla fine son tornata a casa con l'idea fissa "voglio un'insalata e voglio andarci avanti tre giorni". Ma per dovere di cronaca aspettatevi un post con tutte le leccornìe che ci siamo concessi in quei giorni, aspettatevelo presto o almeno quando i miei scadenti mezzi di comunicazione me lo permetteranno.

giovedì 31 luglio 2014

Torno a Settembre...

 Io adoro i film americani del ventennio 50/60, non so se ve l'avevo mai detto.

Ce n'era uno, con Rock Hudson e Sandra Dee, ambientato in Italia, che si chiamava appunto "Torna a Settembre".
E io difatti me ne vado, mi eclisso, mi assento 31 giorni dal blog, dalla pagina Facebook di Cucino da Vicino, dai miei profili Twitter e Instagram.

Me ne vado per poi poter tornare. Se non me ne andassi per così tanto tempo non credo che riuscirei ancora a fare quello che faccio. Sono troppo stanca, esausta ed esaurita. Ho bisogno di riposo e di ricaricarmi, ho bisogno di non fare nulla, di svegliarmi la mattina e magari decidere di stare a letto fino a mezzogiorno oppure di alzarmi alle sette per andare a passeggiare in spiaggia e rientrare quando il caldo è troppo anche per la tintarella.

Ho bisogno di cambiare aria per un po' (e per questo me ne andrò, lontano da qui) ma anche di godermi Roma quando non c'è nessuno, quando solo io che sono romana so dove andare, i posti dove mangiare, i giardini dove sostare in panciolle o i percorsi più scenografici per attraversarla  a piedi.

Ho voglia di camminare e di nuotare, di leggere e di fare shopping ragionato.

Ho voglia di godermela. Tutta.
Questa estate che non esiste ma che esiste solo nelle cinque lettere che compongono la parole "ferie".

See you soon. Guys

mercoledì 30 luglio 2014

Ricetta occhio di bue

Leggi questo post se...
ti piace far del bene



Un giorno mi è arrivata questa mail, in cui mi si proponeva di sponsorizzare un sito che vendeva on line prodotti alimentari derivanti dal lavoro di monaci, suore, frati e via dicendo. Letto di cosa si trattava mi son detta "come dire di no? come non farlo (gratis)? Pena le ire divine (non si a mai!)"
E poi, chi di voi non conosce le famose cioccolate Trappiste, tanto per fare un nome? Ne ho reminiscenze sin dalle medie; ricordo una gita in una cittadina dove le acquistammo, ricordo questa stecca di cioccolata al latte con le nocciole intere, ricordo la gomma da masticare nei capelli della più stronza della classe, ricordo che ne ridemmo tanto, io e la mia compagna di banco, ricordo che a tirargliela scoprimmo poi esser stato il ragazzino che ci piaceva, nel tentativo di catturare la sua attenzione (per quanto io, oggi, ucciderei per molto meno). Ricordo che smettemmo di ridere ma per fortuna avevamo la cioccolata dei Trappisti a consolarci.

Per questo e per tutta una serie di motivi ho accettato volentieri di segnalarvi il sito Holyart.it che - nella sezione "prodotti dei monasteri" - vi permette l'acquisto online di pistilli di zafferano, composte, liquori, mieli e moltissimi altri prodotti.

Oltre a questo vi lascio, per la vostra incommensurabile gioia, l'ennesima ricetta: quella degli occhi di bue farciti con Conserva dolce di melanzane preparata nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Sanremo (mica cotica!)

venerdì 25 luglio 2014

Doggy bag e ipocrisia. Un pezzo per Cavolo Verde

fonte: Google immagini
A volte capita. Capita di essere fieri di un articolo, perché racchiude quello che pensi e qualcuno ti da la possibilità di scriverne. 
E' capitato oggi, con questo articolo uscito su Cavolo Verde che parla delle doggy bag, le confezioni di cibo avanzato dai pasti nei locali, che in molti paesi viene consegnato ai clienti nel momento in cui vanno via, ma che in Italia genera ancora qualche perplessità.
Tengo molto a questo articolo e quindi non posso che consigliarvene la lettura, sulle pagine del Cavolo Verde.
Alla prossima...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...